Il blog di Tonino Cafeo

Lezioni all’aperto all’università di Messina.l’onda anomala è giunta in riva allo stretto.

Ottobre 29, 2008 · Lascia un Commento

Un’assemblea spontanea nell’androne del rettorato e le lezioni in piazza inaugurano la settimana di mobilitazioni in difesa dell’università e della scuola pubbliche.

Alle dieci del mattino batte ancora la pioggia su Messina, mentre le notizie che arrivano da Roma non confortano per niente. I primi articoli del decreto Gelmini sono approvati dal Senato. Gli studenti e i docenti universitari però non hanno nessuna intenzione di fermarsi: così l’androne del rettorato si riempie come non si vedeva da anni. Tante e tanti ragazze e ragazzi che non hanno mai partecipato a una manifestazione accanto -forse per la prima volta nella storia dei movimenti- ai loro docenti, ai ricercatori precari, agli assegnisti, ai dottorandi, alcuni dei quali da lungo tempo impegnati in una dura battaglia per la stabilizzazione con il sostegno della Nidil-Cgil.

C’è appena il tempo per fare il punto della situazione quando il ritorno del sole incoraggia forme di lotta più visibili. Studenti e professori occupano per una mezz’ora Piazza Università e le vie circostanti, provocando un certo nervosismo da parte delle forze dell’ordine,manifestato-per fortuna-soltanto in forme verbali, con qualche “consiglio” rivolto a quanti individuati quali “responsabili della piazza”.

Intorno alle undici e trenta cominciano comunque le previste lezioni all’aperto. I professori presenti si alternano al microfono offrendo un repertorio esauriente di quanto di solito si fa in aule e dipartimenti. Ci sono sociologi ed economisti come Perna e Signorino, lo storico Peppino Restifo invita gli studenti a riflettere sul ruolo dei “microparassiti e macroparassiti” nella storia della città; il fisico Beniamino Ginatempo svolge il proprio intervento spiegando come la propria disciplina sia utilissima a comprendere le questioni ambientali,mentre Saverio di Bella , anche lui storico, applica ai discorsi del premier Berlusconi il metodo che in storiografia si adopera per distinguere le fonti autentiche dal quelle false.

Il messaggio del Rettore, letto da una portavoce dell’ateneo, riporta l’assemblea su un terreno propriamente politico. Studenti e ricercatori respingono al mittente la solidarietà tutta formale del massimo responsabile dell’università. Come è stato solerte a difendere interessi di natura familiare-si nota da più parti-il professor Tomasello avrebbe potuto sostenere da vicino studenti e docenti, magari accettando di confrontarsi con essi in assemblea. Claudio Risitano-studente di scienze politiche , dei Giovani Comunisti- sottolinea che il senato accademico si è riunito senza prendere alcuna posizione in merito ai tagli. L’atto concreto che il movimento si aspetta a questo punto è una convocazione straordinaria dell’organismo con all’ordine del giorno il chiaro rigetto del decreto 133 e il rifiuto di trasformare l’università in una fondazione privata.

prossimi appuntamenti: il corteo cittadino del 30 ottobre e l’assemblea d’ateneo venerdì31 alle 10 nell’aula ex mineralogia.

Tonino Cafeo

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