Un lungo corteo attraversa le vie del centro e giunge davanti alla prefettura.
Le prime ad arrivare a piazza Cairoli sono proprio loro: le maestre della scuola primaria e dell’infanzia. Hanno portato i loro bambini con le famiglie e si dispongono dietro gli striscioni colorati degli istituti. Il decreto Gelmini, approvato proprio ieri dal Senato, si accanisce particolarmente contro una scuola primaria che è stata definita fra le migliori d’europa, grazie ai “moduli” e all’introduzione di programmi ispirati alla pedagogia più avanzata, ma lo sciopero generale della scuola riguarda tutte e tutti.
E tutte e tutti infatti sono presenti. Insegnanti di ogni ordine e grado, studenti, medi e universitari, dietro gli striscioni dele scuole e dei rinati collettivi di facoltà. Le sigle sindacali per una volta presenti senza eccezioni e unite da un unico obiettivo.
Il corteo di Messina era stato pensato dai coordinamenti di alcune scuole -in testa gli insegnanti della Cannizzaro e dell’Ainis- ma ha visto una partecipazione in crescendo e realmente di massa. C’è persino uno striscione di “elettori pentiti del popolo delle libertà”.
La sinistra radicale-fuori dal parlamento- è presente con discrezione, senza bandiere di partito, mentre davvero pochi sono gli esponenti della politica istituzionale. c’è il deputato regionale del PD Panarello e c’è Liliana Modica, forse più come docente che come esponente della passata amministrazione comunale di centrosinistra.
Il circolo Arci Thomas Sankara ricorda che la scuola del governo Berlusconi diventerà anche parecchio razzista, grazie alla proprosta delle classi differenziali per i picc oli migranti, e sfila con genitori e bambini del campo Rom.
Il corteo passa davanti ai palazzi del potere locale, dai quali nessuno sente il dovere di affacciarsi almeno per stare a sentire. Davanti al palazzo del governo si improvvisa un’assemblea e si chiede al prefetto di ricevere una delegazione dei manifestanti, mentre giungono da Roma notizie confortanti sulla partecipazione ai cortei nazionali.
Domani tocca nuovamente all’Università con un assemblea d’ateneo che sipreannuncia affollata e densa di contenuti.
Tonino Cafeo
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