Il blog di Tonino Cafeo

Mentre monta l’onda anomala..torna pure la pantera!

Novembre 5, 2008 · Lascia un Commento

Avellino, una reporter avvista la pantera

Le immagini della pantera riprese ad Ariano da una giornalista della tv locale Canale 58. La troupe era stata chiamata dagli abitanti (foto: Canale 58)
Napoli la Repubblica.itGalleria Fotografica

Ecco, il sito di Repubblica-Napoli ci fa una gradita sorpresa: una pantera si aggira libera e imprendibile per le campagne del sud.
Diciott’anni fa le campagne erano quelle dei castelli romani, ma la pantera -con il suo carico di immaginario che evoca inafferrabilità e grande libertà come oggi annunciava la rottura di una tregua sociale che era durata troppo a lungo, e la comparsa di una generazione che -cresciuta nella desertificazione culturale e politica – si doveva inventare i propri codici comunicativi, le proprie modalità di relazione, il proprio essere soggetto politico, produttore di senso.
Allora fu il fax, da quei giorni oggetto -feticcio delle nuove tecnologie emergenti, a fornire il “sistema nervoso” al movimento, a consentire una rapidità e un immediatezza nella consultazione reciproca , nello scambio di notizie ,nell’elaborazione politica, che non aveva precedenti e che costituì anzi l’embrione delle reti cognitive che avremmo conosciuto negli anni avvenire. La pantera , perciò, si prestò a diventare il simbolo di quel movimento più per la sua eleganza felina e la sua rapidità che per l’allusione ai miti delle generazioni precedenti ( le black panthers le avremmo scoperte dopo e solo i più smaliziati di noi).
Ora-accompagnata da mezzi ben più potenti e pervasivi, Internet, i social networks- la generazione dell’Onda si appresta a crescere in fretta ed a diventare movimento consapevole della propria politicità.
Intanto la pantera ritorna a farsi vedere nelle campagne. A qualcuno potrà far venire in mente il proverbiale spettro di cui scriveva Marx, quello che si aggirava per l’Europa a togliere il sonno a borghesi e pavidi di ogni specie; forse invece non è proprio nulla. Un semplice gatto nero che ha mangiato troppa carne. Ma a noi piace pensarla come il “segnalatore di incendio” di Walter Benjamin: un’ombra che gira per campagne e periferie e ricorda a tutti che “anche se si credono assolti, sono lo stesso coinvolti”.
Tonino

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