Il blog di Tonino Cafeo

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Finale di Partito

Gennaio 8, 2009 · Lascia un Commento

Ho appena finito di leggere l’intervista rilasciata dall’ex segretario del PRC Franco Giordano a Repubblica. Qualche pensiero a caldo: In parte mi sento sollevato, perchè la rissa permanente e/o la convivenza con un gruppo dirigente che ha fatto strame dell’esperienza della migliore Rifondazione stava diventando insostenibile.Non posso però non provare ancora una volta anche una rabbia e un’amarezza profonde per come sta avvenendo tutto. Ancora una volta una decisione importante presa con un colpo di testa e annunciata a mezzo stampa, sulla testa di tutte/i i quadri e le/i militanti.
In contemporanea l’annuncio della nascita di una nuova sottocomponente che, costi quel che costi, resterà dentro il PRC; il tutto in un quadro desolante in cui si moltiplicano gli abbandoni individuali e lo sfacelo nei territori- dove ci sono compagne e compagni che vorrebbero continuare ad impegnarsi insieme per cambiare le cose lasciati senza uno straccio di indicazione.
Un percorso cominciato nella fase congressuale all’insegna del rilancio e dell’aggregazione a sinistra finisce così con un “rompete le righe ” generale. Siamo lontani anni luce anche dal grande entusiasmo percepito il 13 dicembre al teatro Ambra Iovinelli. Si dice che l’ora più buia della notte sia quella che precede l’alba. Sarà vero anche stavolta? C’è nessuno là fuori?

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Il Padrino-parte V :la cosca virtuale ( e la politica reale)

Gennaio 7, 2009 · Lascia un Commento

“…Quello della comunità creata su Facebook pro-Totò Riina e in merito al quale, proprio qualche giorno fa, si è espresso anche il senatore D’Alia, ha assunto le proporzioni di un vero e proprio caso nazionale.”… ( Da Tempostretto”)

Il sottobosco del nostro paese -ancora profondamente intriso di cultura mafiosa- e il puritanesimo made in USA , per il quale una donna che allatta al seno è più pericolosa per l’equilibrio dei giovanissimi di mille immagini di morte e distruzione..si può immaginare miscela più putrida e ridicola?
Se è vero che facebook è una piazza virtuale, allora tutte e tutti come cittadini abbiamo il diritto -dovere di intervenire per chiedere che questo luogo non ci costringa a convivere -come già accade, nostro malgrado, nella realtà- con mafie e di ogni genere.
Certi deputati di certi partiti che con i collusi e i complici vivono benissimo farebbero invece bene a riservare le proprie indignazioni a comando per migliori cause. A cominciare dalla pulizia delle proprie liste elettorali.
Per quanto mi riguarda, continuerò a trovare molto più sana ed etica la foto di una modella di playboy piuttosto che il muso triste e cattivo di Totò Riina. Su facebook come ovunque.

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Mentre monta l’onda anomala..torna pure la pantera!

Novembre 5, 2008 · Lascia un Commento

Avellino, una reporter avvista la pantera

Le immagini della pantera riprese ad Ariano da una giornalista della tv locale Canale 58. La troupe era stata chiamata dagli abitanti (foto: Canale 58)
Napoli la Repubblica.itGalleria Fotografica

Ecco, il sito di Repubblica-Napoli ci fa una gradita sorpresa: una pantera si aggira libera e imprendibile per le campagne del sud.
Diciott’anni fa le campagne erano quelle dei castelli romani, ma la pantera -con il suo carico di immaginario che evoca inafferrabilità e grande libertà come oggi annunciava la rottura di una tregua sociale che era durata troppo a lungo, e la comparsa di una generazione che -cresciuta nella desertificazione culturale e politica – si doveva inventare i propri codici comunicativi, le proprie modalità di relazione, il proprio essere soggetto politico, produttore di senso.
Allora fu il fax, da quei giorni oggetto -feticcio delle nuove tecnologie emergenti, a fornire il “sistema nervoso” al movimento, a consentire una rapidità e un immediatezza nella consultazione reciproca , nello scambio di notizie ,nell’elaborazione politica, che non aveva precedenti e che costituì anzi l’embrione delle reti cognitive che avremmo conosciuto negli anni avvenire. La pantera , perciò, si prestò a diventare il simbolo di quel movimento più per la sua eleganza felina e la sua rapidità che per l’allusione ai miti delle generazioni precedenti ( le black panthers le avremmo scoperte dopo e solo i più smaliziati di noi).
Ora-accompagnata da mezzi ben più potenti e pervasivi, Internet, i social networks- la generazione dell’Onda si appresta a crescere in fretta ed a diventare movimento consapevole della propria politicità.
Intanto la pantera ritorna a farsi vedere nelle campagne. A qualcuno potrà far venire in mente il proverbiale spettro di cui scriveva Marx, quello che si aggirava per l’Europa a togliere il sonno a borghesi e pavidi di ogni specie; forse invece non è proprio nulla. Un semplice gatto nero che ha mangiato troppa carne. Ma a noi piace pensarla come il “segnalatore di incendio” di Walter Benjamin: un’ombra che gira per campagne e periferie e ricorda a tutti che “anche se si credono assolti, sono lo stesso coinvolti”.
Tonino

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Al nuovo movimento dei nuovi studenti

Ottobre 22, 2008 · Lascia un Commento

Una lettera di uno della Pantera a un altro compagno di lotte..senza sentirsi reduci.

caro emilio
noi non dico che “venivamo da lontano” ( che presunzione sarebbe!) ma è vero che l’alta marea ci sorprese che eravamo già in mare e ( forse) sapevamo un pò compitare i segni della bussola e le costellazioni. Ciononostante fu come imparare a respirare a pieni polmoni: non avevamo conosciuto che la bonaccia e le acque basse. Per questo -ciascuno a suo modo-abbiamo continuato a correre i mari ed incontrare altre zattere e altre barche. Itaca non l’abbiamo ancora trovata e forse non la troveremo mai, se non riguardando le mappe che abbiamo tracciato, i volti che ci hanno lasciato qualcosa…che augurio fare ai ragazzi di adesso? Di non fermarsi alla prossima isola, quando la marea calerà, ma di restare con le vele al vento, con noi.

T.

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Assemblea alla facoltà di lettere. Sono i primi passi di un nuovo movimento?

Ottobre 22, 2008 · Lascia un Commento

Anche a Messina studenti e docenti preparano la mobilitazione contro i decreti Gelmini

Sono al telefono con Peppino Restifo, instancabile militante della sinistra e, soprattutto, professore di storia moderna alla facoltà di lettere dell’università di Messina. Mi faccio raccontare per sommi capi l’assemblea che si è svolta questa mattina in facoltà e le prossime mosse di studenti e docenti.

” abbiamo dovuto cambiare aula, per quanta gente c’era” risponde Restifo ” da almeno quattordici anni non vedevo niente del genere” .

Era dal ‘94 – quando un vasto movimento contro l’autonomia universitaria interessò principalmente i grandi atenei meridionali- che a Messina non prendeva corpo un movimento dalle potenzialità così forti. Lettere oggi era gremita di studenti , molti provenienti da altre facoltà, che hanno discusso con i loro docenti, i ricercatori, gli assegnisti e i precari di ogni categoria, delle conseguenze dei decreti Gelmini e Tremonti, in particolare, del decreto 112 del 25 giugno scorso, sul futuro della formazione.

Nei prossimi giorni la mobilitazione proseguirà in diverse forme: dibattiti sulle riforme nelle prime ore di lezione, didattica all’aperto, assemblee in altre facoltà, fino alla grande assemblea d’ateneo , prevista per il giorno seguente lo sciopero generale della scuola, dalla quale potrebbero scaturire importanti novità.

Ho chiesto a Restifo cosa pensa delle minacce del presidente del consiglio. Il professore non nasconde la sua preoccupazione ma è anche fiducioso rispetto alle capacità che i movimenti di massa hanno sempre avuto di non cadere nelle provocazioni e di respingerle al mittente.

Questa generazione di movimento ha di fronte una classe dirigente determinata a raggiungere i propri obiettivi e priva di scrupoli nel perseguirli con ogni mezzo. La gestione della piazza genovese di sette anni fa sta ancora li a ricordarcelo. In più , per la prima volta nella storia repubblicana, non ci sarà almeno per un po’ di tempo, una sponda parlamentare degna di questo nome.

Ce la faranno i ragazzi del 2008? Lo diranno i fatti, intanto le piazze , le scuole e gli atenei che tornano a riempirsi di slogan e di domande sembrano dirci che si.

T.C.

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Hello world!

Ottobre 15, 2008 · Lascia un Commento

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